LEGOWELT – Crystal Cult 2080 – Crème Organization

 

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Finalmente mi trovo a scrivere, dopo essere stato messo K.O. da un’ improvvisa influenza, di un album che su tutti mi ha colpito in questo ultimo periodo. Il nome è certamente una garanzia ma,  chiunque potrebbe citare lavori orribili anche tra i più grandi della scena; non è il caso di LEGOWELT che viene fuori nel 2014 con un album a dir poco mistico, sotto Crème Organization che ne aveva già prodotto alcuni EP come Under The Panda Moon (2003), Vatos Locos (2009) e Gardens Of The Ghetto (2010). Dopo un veloce ascolto di Crystal Cult 2080 sul web, ho voluto mettere le mani su una copia del lavoro ordinando la versione doppio LP ma tranquilli, se non siete amanti del vinile, le varianti sono CD, file MP3 e cassetta; per non lasciare proprio nessuno deluso insomma. La scena si apre con un “medias res” musicale che mette in chiara luce la passione paranoica di Danny Wolfers per i sintetizzatori (se siete degli aspiranti producer analogici non guardate la sua infinita strumentazione, vi passerebbe la voglia) e che diviene sogno appena si sfiorano i 6:30 minuti (EXPERIENTIAL AWAKENING). Con ANCIENT RITES DEMONI MUNDI bisogna calarsi attentamente nel sound di tutto un album altrimenti si rischia di pensare ad una traccia transitoria, un brano di passaggio e, visto nell’insieme, ci si sbaglierebbe. E’ una piacevole sensazione fermarsi ad ascoltare ritmiche frenetiche di una Roland R8MK2 (come da titolo) e synth convulsi (EXCALIBUR R8MK2) che non possono non essere la colonna portante di ogni traccia, e dove anche la situazione potrebbe iniziare a sembrare statica, arrivano in aiuto drum-machines che prendono in mano la circostanza alzando i battiti (PSYCHOTIC ENDURANCE). HOW I LIVE è un “fade in” continuo che si concretizza dopo 120 secondi per poi restare costante e potente; THE FUTURE OF MYSELF gioca su una ritmica assidua e un incastro di sintetizzatori reso ancora più spaziale da un gioco di volumi (con un “pan-pot” in costante cambiamento sarebbe stato il top). FUNDAMENTAL SUPERSTITION è un viaggio accompagnato da un flauto puro che puntualmente risalta la sua presenza, tra ritmi accelerati e musicali aloni di mistero, tra suoni avvolgenti e piano scattanti. CRYSTAL CULT 2080 si spalanca e si distende misticheggiante, accompagnata da suoni studiati e da una voce passionale per poi chiudersi con una doccia fredda, garantendo però l’unica possibilità di non perdersi in qualche scuro meandro del proprio essere, prima ancora della fine dell’album. WHEN THE SPRING COMES AGAIN è un kick possente in partenza che si affida poi a riff sintetizzati, geniali in chiusura, che prendono ad un tratto una pausa lievissima in vista di un aumento di ritmo che diventa frenetico, cinico. In CYBERSPACE IS STILL HAPPENING FOR REAL il titolo fa praticamente da portavoce ad un suono esattamente da cyberspazio, come del resto anche in LIGHTHOUSES FRIED FISH DISKS e A DISTANT MEADOW OF YOUR SOUL con un ritmo più sostenuto quest’ultima (le ultime due tracce sono presenti solo nella versione CD). Un lavoro omogeneo quello di Legowelt che sicuramente si distingue per un’immutata linea guida che conferisce al lavoro quel giusto risalto che con tracce o suoni differenti non si comporrebbe.

di Matteo Reho

 

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