Intervista a DiegoKoi, l’iperrealista che crea quadri che sembrano foto!

Riflesso1

 

Quando ti trovi di fronte ad un’opera di Diego Fazio, in arte DiegoKoi, non puoi che rimanere basito e scettico quando ti diranno che non si tratta di foto ma bensì di quadri. Il giovanissimo artista calabrese, con una perfezione tecnica altissima, è in grado di ingannare la percezione dell’osservatore sia mediante una complessa ricerca espressiva sia tramite i sublimi sbalzi di chiaroscuri. Pensare che sia un autodidatta pare quasi una bestemmia, eppure DiegoKoi rappresenta una novità anche in questo, avendo affinato le sue tecniche tramite tutorial online. Un iperrealismo reso dunque contemporaneo sia dal tipo di formazione sia dall’intento dell’artista di rappresentare il senso d’inquietudine dei tempi moderni. Abbiamo voluto chiedere al diretto interessato qualcosa in più sulla sua arte, sperando che più persone possibili possano riconoscere il valore dell’arte Made in Italy.

 

Quando hai capito che questa era la tua professione?

E’ sempre stato un sogno fare del disegno la mia professione. Non c’è stato un momento preciso, è stata una cosa graduale. Diciamo però che mi sono effettivamente accorto di poterci riuscire dopo aver creato l’opera “sensazioni”.

 

Credi che esistano forme di predisposizione o inclinazioni naturali o il talento può esser definito come la capacità costante di approfondire ed imparare?

Entrambe le cose. Bisogna essere portati e bisogna avere tanta pazienza e costanza nello studio, solo così si raggiungono risultati. Se uno ha un’inclinazione naturale, ma non la coltiva, non arriverà da nessuna parte. Ma se una persona ha intenzione di imparare e di fare, anche senza una particolare predisposizione, arriverà dove vuole arrivare.

 

Cosa pensi dello stato dell’arte nell’era contemporanea?

C’è stato un momento che l’arte è stata praticamente accantonata, ora fortunatamente sta ricominciando ad essere valutata.

 

Nonostante la tua incredibile formazione da “autodidatta” c’è qualcuno che puoi definire il tuo “maestro”?

Provo grande ammirazione per l’artista Gottfried Helnwein, sono sempre stato impressionato dal suo iperrealismo, ma comunque, non considero nessuno il mio “maestro”.

 

Hai scoperto le innumerevoli anime del “chiaroscuro”, ma cosa credi dia effettivamente anima alle tue opere?

Lo sguardo e i sentimenti contenuti in esso.

 

Qual è l’opera di cui vai più fiero?

“Sensazioni”.

 

Sensazioni1

 

Qual è il commento ricevuto che ti ha fatto più piacere?

Ci sono stati molti commenti che mi hanno fatto piacere, anche solo un semplice “che belle opere” per me è fonte di orgoglio.

 

Come mai la scelta delle donne come soggetti principali?

Non scelgo donne qualunque, scelgo le donne della mia vita: la mia fidanzata, mia madre e mia sorella. Attraverso di loro posso esprimere ciò che sento perché loro mi capiscono.

 

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Qual è la tua esposizione che ti ha emozionato di più?

Ogni esposizione mi ha emozionato. Per me sono momenti importanti, ma probabilmente, l’ultima esposizione (ancora in corso) in Corea presso il museo Daejeon.

 

Progetti futuri?

Ho in progetto altre mostre all’estero e sto pianificando altre date per i miei corsi. Per il resto, spero solo di poter continuare a disegnare.

 
 
 

Grazie a Federica Ferragine per la collaborazione,

di Vincenzo Miele

 

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