Rocco Tanica, l’addio ai live con Elio e le Storie Tese.

 

Dopo Jack Frusciante, anche Rocco Tanica è uscito dal gruppo. Pochi potevano immaginare che il concerto di ieri sera al Mediolanum Forum di Assago (Milano), il ritorno nei palasport di Elio e le Storie tese dopo 20 anni, potesse diventare un commiato. Invece, dopo due ore di live, il tastierista è entrato al posto del suo sostituto Vittorio Cosma per congedarsi ed eseguire l’ultima parte di concerto: «È stato un bellissimo giro di giostra», ha detto l’artista milanese, al secolo Sergio Conforti. Al termine di questo «Piccoli Energumeni Tour» Tanica abbandonerà definitivamente l’attività live con la band fondata da Elio nel 1979 e nella quale entrò nel 1982. Fino a ieri sera l’assenza di Rocco, spiegata con un fantomatico «impegno con sua zia», non aveva stupito il pubblico: da almeno tre anni la sua partecipazione ai concerti non era assicurata. «Ho poche energie per questo, a differenza dei miei colleghi che sono locomotive da palcoscenico. Non ho il fisico per il rock: alle 9 e mezza mi viene sonno», spiega — scherzando — Tanica. «Non farò più concerti e tour, ma continuerò a partecipare al lavoro in studio e a quello in tv». E in effetti le tre ore del Forum sono state una cavalcata inedita per il gruppo: per la prima volta un set così lungo dai tempi del record di 12 ore non-stop del 1990, per la prima volta in scena con un corpo di ballerine, per la prima volta con maxischermi e apparati da rock show («Sono scenografie rubate ai concerti di altri, tipo Fedez», scherza la band). E così tra le coreografie, accanto ai siparietti di Mangoni e i visual che mescolano spezzoni di videoclip e spunti surreali, Elio e Le Storie Tese hanno proposto ai 9.400 di un Forum sold out uno spettacolo in grande stile. «Non è un addio, però», assicura la band.

 

Quella milanese non sarà l’ultima apparizione live però, Tanica interverrà anche nelle restanti date del tour, almeno quelle programmate fino a maggio. Un tour che fa fede al titolo: una scaletta di questo tipo è davvero da (piccoli) energumeni. Una prova di forza da tre ore e dieci, con 28 pezzi, e intermezzi dove anche chi a volte è un po’ più defilato ha il proprio momento di protagonismo. C’è spazio anche per qualche ospite: Diego Abatantuono recita live la sua introduzione a «Supergiovane» mentre Eugenio Finardi canta «Piazza San Giovanni» e in «Complesso del primo maggio». Il finale è d’obbligo, ma non per questo meno emozionante. «Tapparella» si chiude con 9mila persone a battere le mani al grido di «Forza Panino», mentre sul maxi schermo scorrono le immagini di Feyez, scomparso nel 1998 ma sempre (e per sempre) nel gruppo.

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